Non Spingete by Giodecer

mercoledì 17 dicembre 2008

Torino chiarirà le idee per gennaio


Manca solo il Torino, tra il Napoli e gennaio.
Solo un disperato Torino tra il Napoli fresco ma senza grossi obiettivi che ha galoppato in pista finora e la rivisitazione delle aspirazioni in vista della nuova finestra di mercato.
Una cosa è certa: molto dipende dallo spessore che si vedrà all'Olimpico granata, anche perché sarà l'ultimo ricordo che De Laurentiis porterà tra cuore, occhi e portafogli nel corso di queste lunghe feste natalizie orfane di pallone.
Se gli azzurri domenica dimostreranno un piglio grintoso e cattivo, portando a casa punti, possibilmente 3, il Presidente socchiuderà gli occhi, inalerà l'inebriante profumo di Champions e si volterà verso Marino, ordinandogli col solo sguardo di operare sul mercato quanto è neccessario per poter dire di aver fatto tutto il possibile per calpestare il principale palcoscenico continentale.
Se a Torino i nostri saranno invece umile muschio per il presepe di Novellino, scivolando forse fin da subito fuori dal podio allargato dell'Europa che conta, allora Marino il parsimonioso sarà legittimato a continuare la costruzione con pezzi di lego coloratissimi ma senza cementazione istantanea.
Curiosa asincronia delle esternazioni azzurre: prima Reja ipotizza eventuali rinforzi invernali della terza linea, poi il Patron smaschera il proprio anelito all'irrobustimento di centrocampo e attacco. Il tutto condito con le finte irreali di Pierpaolo, che ruspa sotto traccia come talpa da altissimo QI.
Insomma, possibile che non sia chiaro cosa ci serva? Sì. Possibilissimo. Perché molto, forse tutto dipende dalle ambizioni. Se queste ultime sono le stesse di inizio campionato, parliamo di qualificazione Uefa, lo status quo verrà lambito da movimenti minimi per lo più in uscita.
Ma questi ultimi 4 anni, di De Laurentiis ci hanno chiarito qualcosa di più dei semplici tratti somatici. Ci hanno urlato che Aurelio è un vincente, non tanto nelle parole, a volte noiosette quanto retoriche, quanto nei fatti. E meno male che sia così.
Davanti a tanto mistero l'unico sport che ci è consentito è l'ipotesi.
E allora ipotizziamo: un difensare di piede destro, alter ego di Santacroce; un centrocampista di muscoli e fosforo, per dare ossigeno a Gargano; un vice Lavezzi rapido, incisivo, concreto e capace di accomodarsi in panchina senza borbottare come una caffettiera; e per concludere, nel caso la metà partenopea di Morpheus Zalayeta volesse cercare la sicurezza del posto altrove, come un dipendente statale disposto al trasferimento anche senza famiglia, una punta centrale di sostanza da alternare al Tanque.
Il tutto condito con un pizzico di personalità ed esperienza. E con qualche piede morbido sui calci piazzati, che non guasta.
Possiamo solo crescere. C'è solo da stabilirne i tempi.

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