Come volevasi dimostrare. La prima pesante battuta d'arresto in casa è come un pugno sul viso incipriato di una donna febbricitante. Caduto il trucco, restano evidenti il livido del cazzotto e i segni di febbre e spossatezza.Questo Napoli, che inanella la terza sconfitta nelle ultime 4 partite, è il logico risultato dei suoi limiti. Limiti che stanno emergendo prepotentemente ora che la preparazione anticipata, da indubbio vantaggio che è stata per buona parte del girone d'andata, sta lentamente trasformandosi in piombo fuso nelle gambe dei nostri.
Non è un caso se i cartellini gialli ora piovano come coriandoli: si comincia ad arrivare sistematicamente secondi sul pallone e la saldezza di nervi è allentata da una condizione fisica in preoccupante calo.
Se a questo Napoli viene meno la freschezza atletica, persino il San Paolo dei sessantamila nulla può al cospetto di una squadra come la Roma.
L'involuzione fisica s'accompagna di pari passo con l'involuzione tattica, perché - ad esempio - se Maggio e Mannini decidono che è meglio nemmeno provarci a guadagnare il fondo, significa che non sentono di avere più le gambe per farlo.
Lo stesso Lavezzi, che sembra l'unico ad averne ancora, in quella che ormai è una lotta perpetua contro i mulini a vento, gira a vuoto in mezzo ad avversari di valore, messi bene in campo da un tecnico di valore.
In altre parole si potrebbe dire che il calo fisico sta mettendo completamente a nudo i limiti tattici. E sta evidenziando drammaticamente anche alcuni ben conosciuti limiti tecnici (mancanza di talenti sui calci piazzati) e di personalità (mancanza di leader carismatico).
Se la Società non ritiene che il mercato di gennaio possa offrire le giuste occasioni per una flebo di ciò che serve, non morirà nessuno sia chiaro. Certo che se poi, oltre al proibitissimo sogno della Champions, dovesse svanire anche quello della qualificazione in Coppa Uefa, che poi più che un sogno è l'obiettivo dichiarato di inizio stagione, forse De Laurentiis e Marino un pò il capo di cenere dovrebbero cospargerlo. Nulla di iettatorio, per carità, è una considerazione spontanea dopo la semplice lettura dell'attuale classifica, che vede molte squadre ben attrezzate in un fazzoletto di punti.
E dato che la Società ha considerato una bestemmia il solo parlare di obiettivo Champions per il timore che, non centrandolo, la stagione azzurra potrebbe correre il rischio di essere considerata fallimentale, è facile immaginare la crescente preoccupazione di fallire anche l'obiettivo minimo. E' faticoso smettere i calzoni corti e vestirsi da adulti, vero direttore?
Per quanto riguarda la partita di oggi, alcuni eventi l'hanno condizionata (gol annullato a Zalayeta e fuorigioco di Mexes nel primo gol) ma solo all'inizio. La verità è che in campo si sono viste una squadra, la Roma, e un gruppo sfiatato, il Napoli.
Pur continuando a ricordare perfettamente Lanciano, Chieti e Cittadella, non credo che le figure di questi tempi siano meno indigeste. Questione di dignità.
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