Non Spingete by Giodecer

sabato 24 gennaio 2009

DALLE STELLE ALLE STALLE IN SOLI CINQUE PUNTI

La visita di una Roma ritemprata nello spirito, nel corpo e nella classifica arriva nel momento più maledettamente indecifrabile della stagione azzurra. Indecifrabile perché non sono di facile interpretazione né lo stato fisico e mentale della squadra e quale genere di risultati è in procinto di produrre, né la strategia della società, che non perde occasione per ribadire che non verrà utilizzata l'attuale finestra di mercato per irrobustire una rosa i cui punti deboli sono stati, con spietatezza, ulteriormente messi a nudo dalle ultime 5 sconfitte esterne consecutive.
Il Napoli del girone di andata, remake sportivo del "Dr. Jekyll and Mr. Hyde", leone tra le mura amiche e tremebondo fuori casa, si è attestato al quinto posto a quota 33 punti. A due punti dalla zona Champions e a 3 punti dall'estromissione dalla zona Uefa. Gli azzurri galleggiano in un limbo di incertezze, generato dai distacchi minimi di quella zona di classifica.

De Laurentiis e Marino, ormai due corpi e un solo cervello, sono arrivati a censurare qualsiasi esternazione dei giocatori che fosse condita da seppur pallide velleità di quarto posto, come se l'aspirazione a migliorarsi fosse peccato. Guai a pronunciare le parole Champions e League, farlo equivarrebbe a bestemmiare. La società ad ogni peso spinto ripete come una litania che l'obiettivo era e resta la qualificazione alla Coppa Uefa, perché consono alla caratura dell'attuale Napoli, che non può competere, alla lunga, con squadre decisamente superiori, come Roma e Fiorentina, oltre naturalmente ad Inter, Juve e Milan.

In verità la bestemmia sembra proprio questa resa a priori, questa classifica già scritta, che vede il Napoli doversi necessariamente inchinare a squadre che attualmente stanno dietro.

Si dice che c'è aria di silenzio stampa imposto ai giocatori per evitare che si parli indebitamente di obiettivi stagionali. In realtà sarebbe assai più proficuo il silenzio di chi impone il silenzio stampa, poiché non sono del tutto certo che la linea iperprudente e castrante della Società non abbia contribuito a generare alcune delle incertezze e dei tremori che hanno accompagnato la squadra lontano dal San Paolo, a differenza di quanto avviene in casa, dove il granitico appoggio della folla partenopea infonde coraggio e produce la sfrontatezza necessaria a giocare senza dosare le energie col bilancino.

Viene da chiedersi perché si sia perso quello spirito corsaro di giocarcela partita per partita, senza illusioni ma anche senza particolari timori, semplicemente con la stimolante curiosità di misurare di volta in volta la propria forza. Questo è lo spirito che dovrebbe nuovamente essere trasmesso alla squadra. Questo è lo spirito che i tifosi vogliono vedere per essere liberi di esercitare il proprio mestiere, che è quello di sognare.

Alla Società, così seriamente impegnata nell'attuazione del Progetto di inserimento stabile del Napoli nel Calcio ad altissimo livello (in un panorama sia nazionale che internazionale), il compito di monitorare la crescita della squadra e di apportare quando possibile correttivi in un'ottica di miglioramento continuo (il Ciclo di Deming non dovrebbe essere un concetto estraneo ad un imprenditore cinematografico dello spessore del Presidente azzurro).

E in questo gennaio di mercato dovrebbero potersi trovare le risorse per un opportuno miglioramento almeno per due buoni motivi:

1) dato che alla fine del girone d'andata siamo a due punti dal quarto posto, sarebbe igienico non mettersi in condizione di doversi pentire di non aver neanche provato a raggiungerlo;

2) dato che l'estromissione dalla zona Coppa Uefa è a soli 3 punti, cautelarsi per evitare di correre seri rischi di non raggiungere neanche tale traguardo. Se è vero che una tra Roma e Fiorentina è predestinata al quarto posto, è anche vero che la lotta per l'accesso alla qualificazione Uefa prevede il coinvolgimento di un plotoncino di squadre belle toste, cioé come minimo Fiorentina o Roma, Genoa, Lazio e Napoli. Vale a dire 4 squadre per tre posti, se non ci si mettono anche Palermo e/o Atalanta. E senza dover ricorrere ai conti sulla vincente della Coppa Italia.

Il calo fisico degli azzurri negli ultimi mesi (la preparazione anticipata a causa della partecipazione all'Intertoto sta sortendo i suoi effetti) e l'oggettiva improbabiltà che il rendimento interno possa essere confermato anche nel girone di ritorno, inducono a sospettare che se la Società si limita a specchiarsi in quello che ha fatto negli ultimi 4 anni, le possibilità di strabiliare (tanto per usare una terminologia cara a Marino) si riducano drasticamente.



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