E' cominciata già male, la serata.Vedere De Laurentiis che, tenendo Datolo per mano, correva sull'erba del San Paolo impettito e con sguardo fiero sotto i vari settori dello stadio per presentare l'argentino ai suoi nuovi tifosi, ha suscitato una particolare sensazione di fastidio.
Sembrava che il Presidente, in risposta alle richieste delle curve di domenica scorsa, avesse voluto dare uno schiaffo morale al popolo azzurro, dimostrando che - altro che collette ironicamente proposte dei curvaioli - lui dirige una società che se vuole ti porta il campione quando vuole.
Solo che, primo: Datolo al momento campione non è, anzi trattasi sostanzialmente di un signor nessuno che tutto ha da dimostrare, soprattutto da noi;
secondo: cerchiamo di tenere lontani i tempi del peggior Ferlaino, quando l'ultimo giorno di mercato acquistava il giocatore di nome con l'unico scopo di promuovere l'imminente campagna abbonamenti.
Napoli non meritava quegli squallidi tempi andati; Napoli non meritava l'umiliazione del fallimento; ma Napoli non merita nemmeno le prese per i fondelli, pur riconoscendo a De Laurentiis il merito di aver restituito alla città la dignità calcistica che precedenti gestioni avevano calpestato.
Dico questo perché presentare in pompa magna Datolo a fronte di un periodo di batoste e soprattutto a fronte di lacune di organico talmente palesi da essere abbaglianti e a soli 2 giorni dalla fine della finestra invernale di mercato, ha tutto il sapore di un narcisismo che poteva essere evitato.
L'attuale Napoli è squadra che se non vive di fiammate, su improvvisi ritmi alti, sul pressing asfissiante, possibili solo se la condizione fisica è al top, è destinato a cedere inevitabilmente possesso palla, iniziaiva, supremazia fisica e tattica agli avversari. Ovvio che poi la carente condizione fisica comporta di conseguenza risultati negativi e quindi frustrazione e sempre minor convinzione nei propri mezzi. E' il circolo vizioso in cui è caduto il Napoli da qualche settimana. La preparazione anticipata per l'Intertoto aveva dato l'energia ai ragazzi per fare belle figure e punti nelle prime dieci giornate. Poi s'è spenta la luce.
Questa squadra, questa rosa e questo tecnico per meglio dire, non sono in grado di sopperire con tattica e personalità ai periodi di appannamento fisico.
Sono tutti qui i motivi della crisi che sta attraversando il Napoli. Quindi sono motivi ben conosciuti e delineati. E nonostante tutto si preferisce correre il rischio di fallire l'obiettivo minimo stagionale (la zona Uefa) pur di non intervenire sul mercato per apportare quelli che sarebbero i correttivi necessari.
A questo Napoli manca come il pane un regista, eppure si è preferito investire in maniera consistente su Datolo, che - per sua stessa ammissione - è sostanzialmente un vice Hamsik oppure l'esterno di un tridente.
Torna l'incubo di vedere un giocatore di talento ADATTATO ad un ruolo non suo, perché Marino ha consegnato Datolo a Reja con l'intento di sostituire lo squalificato Mannini (a sua volta altro adattato).
De Laurentiis ha dichiarato che a giugno arriveranno un centrocampista e un attaccante.
Sarà quello finalmente il momento in cui approderà a Napoli un regista come si deve? In cui arriverà un attaccante capace di mostrare un bel dialogo con Lavezzi invece di mostrare (vero Denis?) continui fraintendimenti ad ogni azione offensiva?
Sarà quello il momento in cui si riterrà finalmente giunto il momento di una svolta tecnica, ringraziando infinitamente Reja per il suo importantissimo contributo dato fino ad allora alla crescita del Progetto, ma optando per una guida che possa accompagnare e favorire quel salto di qualità ambito da piazza e Società?
Peccato perché se Marino fosse stato un pò meno masochista già adesso saremmo certi della Uefa e forse ancora in corsa per la Champions.
Ma è vero, in fondo ha sempre ragione Marino: conoscendo il finale in anticipo, che gusto ci sarebbe... ?
Nessun commento:
Posta un commento