Su Calcionapoli1926.it c'è il seguente articolo che a mio avviso riepiloga alla perfezione le nostre attuali sensazioni, le sensazioni degli impagabili supporters azzurri:sabato 28 febbraio 2009
Su Calcionapoli1926.it c'è il seguente articolo che a mio avviso riepiloga alla perfezione le nostre attuali sensazioni, le sensazioni degli impagabili supporters azzurri:COME ERAVAMO, il debutto di Mondonico: NAPOLI-Atalanta 0-0 (7° turno camp. 2000/2001)
Squarci d'azzurro nel diluviodi GIODECER
Lo avevo preannunciato nell'articolo di presentazione all'incontro: a così poca distanza dall'esonero del boemo, che aveva ridotto il Napoli ad un buco nero, in cui qualsiasi calciatore fosse catapultato veniva risucchiato da un gorgo malefico, non potevamo chiedere di più. Ma una prima risposta c'è stata.
Bravo Mondonico ad infondere fiducia, a disporre gli uomini in campo in maniera senz'altro più protetta, a dargli coraggio per tutta la partita.
E i co-autori del fallimento del Grande Progetto hanno finalmente rialzato la testa, dando fondo alle loro energie, sfoderando grinta e determinazione, soprattutto (incredibile ma vero) nel secondo tempo e lottando per il successo fino al 94'.
Il consueto crollo della seconda frazione di gioco dunque non c'è stato.
Ridotte al minimo quelle amnesie che ci facevano prendere a pallonate da chicchessia. Torniamo ad essere una squadra di calcio sotto il diluvio, una specie di coda della perturbazione zemaniana che ci auguriamo non lasci più traccia sulla compagine azzurra, anche se Mondonico, da gran signore, ha pubblicamente ringraziato il predecessore per il lavoro svolto, attribuendogli meriti per la buona prestazione atletica contro l'Atalanta, dando così una lezione di stile al collega.
Sta di fatto che il lavoro del tecnico cremonese non è stato solo finalizzato a "tirare fuori quanto i ragazzi avevano dentro", ma è stato prezioso anche nell'impostazione tattica e nella scelta degli uomini più in forma.
Il popolo partenopeo presente allo stadio, dopo un inizio un pò freddo, in cui ha comunque accolto con rispetto il nuovo allenatore, si è lasciato via via contagiare dalla generosità messa in campo dai calciatori azzurri, fino a sospingerli col proprio calore alla ricerca di una vittoria che sarebbe stata meritata.
Lo 0-0 finale, se da un lato è indicativo di una migliore tenuta difensiva, dall'altro rimarca le difficoltà che abbiamo nel finalizzare. Non è un caso se l'uomo più pericoloso tra i napoletani sia stato Fabio Pecchia, particolarmente sfortunato nell'occasione in cui ha colto il palo, che ha dimostrato di essere "velenoso" nei suoi inserimenti, recapitando un bel messaggio al tecnico, con cui ebbe screzi nella passata stagione al Toro.
Ma Pecchia è un centrocampista, mentre l'attacco continua a latitare.
Un paio di volte Amoruso ha perfino "rischiato" di segnare, pur essendo ancora fuori condizione. Purtroppo non è possibile aspettare il suo recupero con calma, perché a differenza di altri ruoli, quello della punta centrale non prevede al momento alternative all'attaccante pugliese, data la prolungata inabilità di Roberto Stellone.
Bene la difesa, con un Quiroga che, se concentrato, sa mettere sul terreno un buon bagaglio tecnico.
Folto e combattivo il centrocampo, in cui Magoni (per l'occasione capitano) ha giocato un'infinità di palloni (purtroppo...mi verrebbe da dire, in realtà se tutti avessero la sua tempra,,,). Buona prova di Husain: senza problemi di impegni infrasettimanali e di smaltimento di fuso orario è destinato a diventare un leader.
Come risaputo, si è sentita la mancanza di un giocatore di fantasia.
Moriero, torni, non torni, che fai...?
Adesso la stampa nazionale è già pronta ad insinuare che il Napoli ha cominciato a correre perchè ha finito di remare contro l'ex allenatore. Se ciò rispondesse a verità farebbe pensare ad un autolesionismo a dir poco comico.
In verità, se ogni azione offensiva avversaria rappresenta una concreta possibilità di subire un gol, tutta la squadra ne risente a livello psicologico.
Diciamo pure che era incapace di eseguire il gioco dettato da Zeman.
Un ammutinamento è ipotesi quantomeno azzardata.
E poi, molti dei nuovi acquisti, non erano stati indicati espressamente dal boemo?
venerdì 27 febbraio 2009
IEZZO REGALA LA MAGLIA DI LAVEZZI AL RAGAZZO VIOLENTATO
Dal Corriere dello Sport:COME ERAVAMO. La speranza nella svolta (Campionato 2000/2001)
Onorate la maglia azzurradi GIODECER
Privo di Moriero e, almeno all'inizio, di Sesa, il nuovo Napoli di Mondonico si accinge ad affrontare il delicatissimo settimo incontro di campionato.
A scendere al S. Paolo sarà l'Atalanta, guidata dall'ex stopper azzurro Vavassori, spigoloso da calciatore quanto raffinato come tecnico.
Sulla panca partenopea siederà per la prima volta Mondonico, anche lui un ex, visto che ha guidato la compagine orobica per sette anni.
Ma domenica non ci sarà spazio per i sentimentalismi e gli "amarkord": la situazione in classifica è talmente grave che non saranno ammesse distrazioni.
Sin ora il terreno partenopeo è stato terra di conquista: 3 sconfitte in altrettante partite. Non è possibile rimandare l'inversione di tendenza.
Non a caso ho fatto riferimento a Moriero e Sesa: nell'organico azzurro rappresentano gli uomini di fantasia. L'assenza di entrambi comporta un approccio alla gara in termini più marcatamente muscolari. Per questo Mondonico sta selezionando i giocatori attualmente più tonici, con l'intento di mandare in campo una squadra fisicamente all'altezza della situazione, in grado di reggere i 90 minuti e di mettere sul prato determinazione, grinta, carattere, voglia di vincere.
Confermato il modulo 3-5-2, davanti a Mancini i tre centrali saranno Troise, Fresi e Quiroga, supportati dal rientro, in fase difensiva, di uno dei due esterni di centrocampo, Magoni e Pineda.
La linea di centrocampo, oltre ai due già citati, vedrà all'opera Husain, reduce dalla brillante prova (con gol) nella partita di giovedì tra Argentina e Cile, Matuzalem e Jankulovski, in ballottaggio con Pecchia, che pare in condizioni fisiche superiori.
In avanti Amoruso sarà affiancato da Bellucci, tra i più in forma.
Che il lavoro di Mondonico sarà durissimo e lungo ne abbiamo avuta la conferma nell'ultima amichevole disputata contro la Palmese, modesto club di serie D.
Il risultato finale di 5-0 non tragga in inganno. Nella prima parte della gara molti titolari azzurri sono stati in realtà messi sovente in difficoltà. I gol sono arrivati nella ripresa, disputata dalle riserve nostre contro quelle della Palmese.
La verità è che l'eredità di Zeman, dal punto di vista psicologico, fisico e di classifica è veramente pesante. Ma già il modulo tattico, più raccolto, con tre centrali difensivi ed un centrocampo più folto e robusto, può rappresentare una benefica iniezione di fiducia per i giocatori e creare l'entusiasmo necessario a tener botta per l'intero arco dell'incontro, almeno sotto l'aspetto nervoso.
Non esistono i presupposti per aspettarsi di più, durante l'incontro di domenica. Sulla base dei responsi medici, Mondonico provvederà a stabilire allenamenti personalizzati. Nel frattempo curerà l'assetto tattico e cercherà di creare un forte spirito di gruppo.
La parola (del tecnico lombardo) ha già preso il posto dei silenzi (del boemo).
Già questo rappresenta un grosso passo in avanti, dato che per trasmettere insegnamenti occorre comunicare. E per comunicare è fondamentale parlare.
Un invito ai tifosi partenopei. Sappiamo perfettamente che gli uomini cambiano, il Napoli resta. Cerchiamo di essere vicini alla squadra, di aiutarla con la nostra passione che non ha paragoni, soprattutto per il nostro interesse, perché non abbiamo nessuna voglia di soffrire nuovamente in serie B. I dirigenti e i calciatori vanno e vengono. La nostra fede invece è immutabile nel tempo. Aiutiamoli a capire cosa significhi onorare quella maglia.
giovedì 26 febbraio 2009
COME ERAVAMO, in attesa di Mondonico (Campionato 2000/2001)
Un "Mondo" di speranzedi GIODECER
Siamo in trepida attesa della "prima" di Mondonico, augurandoci che la svolta tecnica dia i suoi frutti già contro l'Atalanta.
La prima impressione è che il nuovo tecnico abbia intenzione, oltre che di modificare il modulo tattico, di impiegare ogni giocatore secondo le sue caratteristiche.
Si passa dal 4-3-3 offensivo zemaniano ad un apparente più prudente 3-5-2, ma i numeri non sono tutto: le valutazioni sul gioco di una squadra vanno fatte sempre guardando all'organizzazione complessiva del gioco. Quante volte abbiamo visto, durante la gestione tecnica del boemo, Fresi e Baldini soli in balìa degli avversari? Ma al contempo, quanti pochi frutti ha prodotto in fase di finalizzazione tale disposizione?
il 3-5-2 di Mondonico dovrebbe essere un modulo dinamico, con il centrale pronto a staccarsi da libero all'occorrenza e con il supporto, in fase difensiva, del ripiegamento dei due esterni di centrocampo.
In attesa del recupero degli infortunati, il reparto meglio attrezzato appare comunque il centrocampo e non è una indicazione da poco conto, dato che gli uomini che lo compongono occupano una zona nevralgica del campo. In tal senso si potrà ipotizzare, al recupero di tutti gli effettivi, persino una sovrabbondanza di soluzioni valide.
Il ruolo del fantasista dovrebbe essere ricoperto da Moriero, sempre ché le sue condizioni fisiche gli consentano un'utilizzazione finalmente costante. Un fantasista di fascia, dunque. Non sottovaluterei, in chiave di contributo d'estro, il recupero di Sesa, giocatore di ottime qualità tecniche, ancora giovane, da ricostruire a quanto pare dal punto di vista psicologico.
Qui sta il punto: a nulla varranno i cambiamenti tattici del nuovo tecnico se il suo approccio con la squadra non influirà positivamente ed in maniera "pesante" sull'atteggiamento mentale dei giocatori.
Zeman attribuiva ad un blocco psicologico, non fisico, della squadra il crollo dei secondi tempi. Ma chi, se non l'allenatore, deve essere in grado di trasmettere sicurezze ad un gruppo di ragazzi quasi tutti sotto i 30 anni? Gli allenatori sono strapagati per raggiungere risultati. Per raggiungere i risultati nessuna componente (tattica, atletica, tecnica, psicologica) può essere trascurata.
Mondonico, uomo sanguigno, abituato alle battaglie, sembrerebbe idoneo a rivestire questo ruolo di collante dello spogliatoio. Anche durante le partite la grinta del tecnico è importante: il calcio non è un videogioco, da poter guardare rimanendo impassibili.
Altre referenze positive di "Mondo" provengono da suoi ex calciatori proprio in relazione al suo atteggiamento durante le gare. Viene considerato un tecnico capace di "leggere" la partita e quindi di apportare in corsa quegli aggiustamenti tecnici e/o tattici in grado di modificarne l'andamento.
Passiamo ad una disamina reparto per reparto.
Difesa a 3 abbiamo detto. Davanti a Mancini i tre centrali sono da scegliere tra Fresi, Baldini, Quiroga, Troise e Afolabi.
Per le esperienze maturate ritengo che la scelta del centrale/libero debba ricadere su Fresi, mentre per i centrali di destra e sinistra la partita è aperta. Dipende dalla crescita di Quiroga, dalle condizioni psicologiche di Baldini, dalla maturazione di Troise (che comunque è un nazionale e ci sarà un perché...inoltre di testa è il più forte), dall'apprendimento della disciplina tattica da parte di Afolabi, che appare ancora un po' acerbo, ma che personalmente ritengo un difensore, per qualità atletiche ed entusiasmo, da seguire con particolare attenzione in prospettiva. Suo l'handicap di essere extracomunitario, quindi il suo impiego è alternativo ad altri giocatori di rilevante importanza.
Darei comunque un po' di riposo a capitan Baldini, per provare qualche alternativa.
Centrocampo ricco e da battaglia, decisivo nel procurare la superiorità numerica nei confronti di quello avversario. Vidigal e Saber (che con una difesa a tre lo vedo più centrocampista esterno) sono ancora infortunati. Allora consideriamo gli uomini attualmente a disposizione.
5 uomini, da destra a sinistra: Moriero, Husain, Matuzalem, Jankulowski, Pineda (stessa considerazione fatta per Saber).
Considerate le incertezze sulle condizioni fisiche dell'ex interista, da non sottovalutare l'ipotesi di utilizzare come esterno di destra Magoni, ovviamente molto meno tecnico, ma buono in fase di contenimento e di interpretazione in chiave tattica dell'incontro.
I due centrali sono l'argentino Husain e il brasiliano Matuzalem. Del primo sappiamo solo che ha ottime referenze, è un nazionale e lo chiamano "Picapiedra" (spaccapietre) per la grinta con cui si scaglia su ogni pallone. Pare comunque buono anche in fase di costruzione. Gli darei le chiavi del centrocampo. Dell'altro, Matuzalem, sappiamo praticamente tutto: è più portato a difendere che a costruire. Quando è in buone condizioni è comunque in grado di dettare i tempi e di sbagliare pochi passaggi. Importante. Recentemente lo vedo in fase involutiva. Se la cura Mondonico non dovesse metterlo in condizioni di rendere al meglio in tempi brevi, tocca a Pecchia.
Jankulowski ha faticato parecchio a raggiungere una buona condizione fisica. Adesso può essere prezioso, anche perché ha un gran tiro. Nella sua zona orbiterà anche Pineda, l'esterno che deve rientrare a supporto dei centrali nella fase difensiva. Non per niente è considerato un terzino. L'intesa tra i due è importante per vincere i duelli sulla fascia sinistra.
Attacco a due punte (o quasi).
Inabile Stellone, la punta centrale può essere solo Amoruso. Il recupero psico/atletico/tecnico/tattico dell'ex perugino è forse tra i compiti più delicati ed importanti cui è chiamato Mondonico. Il suo smarrimento ricorda quello di Stellone della passata stagione, prima che carburasse e diventasse fondamentale nella corsa alla promozione. I limiti di Amoruso, nel corso della sua carriera sono sempre stati di ordine fisico. Ora pare che possa giocare con continuità. Credo che sia stato spesso sopravvalutato. Ma di sicuro non è neanche il brocco che sembra adesso.
Al suo fianco Sesa o Bellucci, col secondo decisamente più in forma (anche come richieste contrattuali...). Nessuno dei due è un cannoniere da 15 gol, ma sono uomini di movimento, utili per gli incroci e per creare gli spazi. Sesa è più fantasioso, non rientra, ma assicura un tasso di qualità (se recuperato) determinante nella costruzione del gioco offensivo. Bellucci è più propenso al sacrificio, rischiando a volte di passare per un calciatore senza una precisa fisionomia. Con quel centrocampo nutrito e battagliero, dovrebbe essere messo in condizioni di dedicarsi esclusivamente al gioco d'attacco e al pressing sui difensori avversari.
Contrariamente a quanto affermato da più parti, non ritengo che l'organico del Napoli sia tra i più scadenti della categoria. Va solo rivitalizzato psicologicamente ed impiegato secondo dettami tattici comprensibili e di veloce assimilazione.
Il calcio non è roba da scienziati, ha detto Mondonico. Ne sono convinto. Ricominciamo con le cose semplici.
Evitare la retrocessione quest'anno avrà un effetto benefico anche sulla valutazione dei singoli, a tutto vantaggio delle future campagne acquisti, da affrontare con un patrimonio calciatori di rispetto per puntare ad un continuo miglioramento della rosa.
mercoledì 25 febbraio 2009
CRISI NAPOLI, VIETATO SPOSTARE IL PROBLEMA!
E' una falsa quiete quella che attualmente circonda l'ambiente azzurro dopo la tempesta di domenica scorsa, quando è scattata la prima dura contestazione dell'epoca delaurentiisiana. Siamo ancora al giro della bottiglia per individuare i responsabili della crisi.COME ERAVAMO. Perugia-NAPOLI 1-1 (6° turno camp. 2000/2001)
humour: Il Grande Disastro
di GIODECER
...E l'arbitro sancì la fine dell'incontro. 1-1 a Perugia. Rete di Amoruso e pareggio su discusso rigore realizzato da Materazzi.
Come al solito, nel secondo tempo, il Napoli si era fatto schiacciare dagli avversari. Come al solito, la sofferenza per la propria squadra, consueto oggetto di tiro al bersaglio, aveva lasciato il posto all'amarezza per un'altra vittoria mancata.
Un punticino solo, un brodino di nessuna sostanza per i nostri appetiti da affamati di calcio.
Il Grande Progetto si avviava mestamente alla conclusione, sostituito da un insperato Grande Disastro: 3 pareggi e 5 sconfitte nelle partite ufficiali.
Non una vittoria, in una stagione in cui le squadre con modeste ambizioni si imponevano spesso di prepotenza alle acclamate Grandi del Calcio italiano.
Zeman alzò il bavero e prese la direzione degli spogliatoi. Sul suo volto qualcuno percepì soddisfazione per il risultato strappato fuori casa o forse disperazione per l'ennesima occasione sfuggita o forse ancora preoccupazione per il crollo dei suoi ragazzi, oppure gioia perché il primo tempo era stato buono. Qualcosa doveva pur trasparire da quel volto immutabile. Una ruga fuori posto... una piega del labbro...Niente!
Il boemo chiude tutto dentro, sottochiave, nel fondo dell'animo. Proprio tutto.
E lì dentro sono rimasti anche quella grinta, quel coraggio, quella forza d'animo che avrebbe dovuto trasmettere ai suoi giocatori. Ancora una volta spaesati, ancora una volta in balìa delle orde di assatanati avversari cattivissimi che vogliono far tanto male.
E lì dentro sono rimasti gli schemi, i dispositivi tattici, le alchimie.
Tutta roba non facile da digerire. Occorre assimilare, ci vuole tempo.
E intanto chi mangia pane e salame ti tira via la pelle ad unghiate, senza aspettarti.
Il rauco Cosmi ha polmoni come mantici e soffia sui suoi e li spinge con impeto contro quella difesa alta e fragile come un trampoliere, contro quel pressing privo di pressione come una ruota bucata.
Il rigore forse non c'era, per 15 minuti abbiamo giocato in 10, ma cosa cambia se lo spettacolo è sempre lo stesso, quando da un certo momento in poi chiunque ci prende a pallonate?
Abbiamo dato ossigeno alla Juve, resuscitato l'Inter, beatificato il Bologna, praticato la respirazione bocca a bocca al Vicenza. Tutti si sono divertiti col Napoli. Tutti hanno preso e ringraziato. Meno che noi, che il Napoli l'abbiamo nelle vene, che non abbiamo bisogno di prendere 2 miliardi per sperare che vada bene.
Eppure la stampa racconta che si doveva aspettare. Che il Grande Progetto prima o poi si sarebbe realizzato. Che con giocatori così scarsi nessuno avrebbe fatto di meglio.
Vedremo se è vero, quanto è vero e con chi potrà essere un pò meno vero.
lunedì 23 febbraio 2009
ERA GIA' TUTTO SCRITTO
Sembra lo sviluppo anche un pò prevedibile di un copione già scritto.venerdì 20 febbraio 2009
PRIMA DI PRETENDERE OCCORRE AVERE LA CERTEZZA DI AVER BEN OPERATO
Il vero problema del Napoli è che al di là di tutti i bei discorsi sul gioco, la Società ha sempre preteso da Reja risultati e punti. E fin qui nulla di male, solo che fin quando la squadra era in C e in B gli organici che erano stati allestiti giustificavano tali richieste, mentre in A la musica è diversa: come fai a pretendere le stesse cose e allo stesso tempo essere miope davanti alle lacune di un organico che certamente non è migliore di tante altre squadre? Come fai a dire: bisogna assolutamente vincere col Bologna... col Genoa, quando hai una squadra che anche per la mancanza di elementi carismatici e d'esperienza, ora che si sta riprendendo fisicamente dimostra sempre più limiti evidenti sotto un profilo di mentalità, se non addirittura psicologico?mercoledì 18 febbraio 2009
NAPOLI, COME STOPPARE I TORTI ARBITRALI?
Il profilo basso che la Società azzurra ha deciso di mantenere nei confronti delle decisioni arbitrali potrebbe essere frutto della volontà di non gettare benzina sul fuoco di una piazza che è sempre nell'occhio del ciclone.domenica 15 febbraio 2009
COL BOLOGNA UN ACCENNO DI CONTESTAZIONE
Il problema dell'attuale scollatura tra tifoseria e SSC Napoli, emerso in modo rilevante nel corso della partita contro il Bologna, è dovuto al fatto che quest'ultima appare troppo propensa a rivolgersi alla "massa del tifo" come ad un gregge di pecoroni che è facilmente gestibile con la presunta intelligenza superiore del Dirigente.NAPOLI - BOLOGNA, LE PAGELLE
Navarro 6. Si sdraia mollemente come una prostituta sul tiro sbilenco di Volpi in occasione del pareggio bolognese, dando a Di Vaio il tempo di fumarsi una sigaretta, di mettere mano al portafogli e preparare la cento euro già stabilita per la prestazione. Nella ripresa svolazza plasticamente salvando in un paio di cirostanze il Napoli dalla debacle. Alla fine la traversa salva lui. Soave.Cannavaro 5. Regge l'impatto col muro dei fischi ricambiando con un apprezzabile applauso e senza inveire nei confronti di Reja, reo di avergli regalato una standing ovation coi fiocchi. E' il capo di un terzetto tremebondo, che va in tilt al minimo accenno di pressing avversario. Delirius tremens.
Rinaudo 5. A questo punto infierire sarebbe come maramaldeggiare. Era la riserva del Palermo, che potevamo pretendere? Strapagato.
Contini 5. Trema per solidarietà coi compagni di reparto. Sindacalista.
Maggio 7. Una partita sembra morto, l'altra sembra un razzo. Stasera corona la sua buona prestazione perfino con un gol. Analizzarne la dieta.
Gargano 5. In considerazione dei sistematici errori commessi passando il pallone, a questo punto deve scegliere tra due opzioni: o si lascia crescere la peluria sotto il mento, oppure si lascia limare gli zoccoli. Caprino.
Pazienza 5. La riserva che cerca di eseguire il suo compito cercando di dimostrare che è più forte del titolare ma che alla fine consolida il sospetto che non è meritevole nemmeno del ruolo di riserva. Contorto.
Datolo 6. Piede sinistro delicato, angoli e punizioni tagliate, quasi sempre pericolose, discreta visione di gioco, buone movenze nello stretto. Ma lento, tremendamente lento. 3-5-2? In porta?
Vitale 5. Un gatto lascerebbe maggior traccia di sè, magari su un cerchione, ma sempre meglio che essere invisibili. Fantomas.
Lavezzi 5. A forza di caricarsi la squadra sulle spalle potrebbe essergli scesa l'ernia, quindi si sta dedicando ad un sano riposo. Lavori sforzati.
Denis 6,5. Una delle migliori partite da quando è in maglia azzurra. Si batte, si sposta, trova anche l'assist giusto per Maggio in occasione del gol. I tiri però restano nella norma, cioè pochi e mosci o sbilenchi. Vivo (o quasi).
Subentrato:
Russotto ng
Reja 5. A furia di pensare al prossimo giugno (cioè al pensionamento) si scorda perfino di effettuare qualche cambio. Ciclicamente finito.
sabato 14 febbraio 2009
IL MISTERO DELL'OTTAVO NANO (DATOLO)
Viene da pensare con grande amarezza a quando, nel mese di dicembre, c'era qualcuno che storceva il naso davanti al ruolino di marcia sino ad allora tenuto dal Napoli, dicendo che, sì, in casa la squadra andava bene, ma che in trasferta occorreva necessariamente cambiare registro.L'INQUIETANTE BERLUSCONISMO DI MARINO
E' davvero sconcertante l'inutilità delle chiacchiere. Ed è altrettanto sconcertante che le stesse dichiarazioni vengano ripetute implacabilmente di settimana in settimana, sempre come fosse la prima volta.lunedì 9 febbraio 2009
PALERMO-NAPOLI 2-1, LE PAGELLE
Navarro 5. Se è vero che era impossibile immaginare che Aronica si sarebbe fatto anticipare in quel modo nel primo gol, è anche vero che in occasione del raddoppio Nicolas viene palesemente disturbato mentre ha ricordi dell'infanzia. Distolto.Maggio 5. Vado? Meglio che resto? Marco, non marco, spingo, freno, mi sgancio. Caos calmo.
Cannavaro 5. Avrebbe gradito di più una martellata sui testicoli che essere costretto ad affrontare Miccoli palla a terra. Tanghista.
Contini 5,5. Arranca, morde e impreca. Di più di questi tempi non è possibile chiedergli. Tanghero.
Aronica 4. Il problema suo è di essere sempre al posto giusto al momento giusto perché sbaglia tutto e sempre. Disaster.
Blasi 4. Impalpabile nel primo tempo, si riscatta nella ripresa finendo con l'impreziosire la sua prestazione con due gemme: gli assist impeccabili a Cavani e Succi, merito dei suoi delisiosi passaggi laterali. Ricominciare dalle scuole basse.
Bogliacino 5. Offre la costante impressione di non aver capito posizione da tenere in campo, ruolo, incombenze, dettami tattici, schemi e geometrie. Per il resto disputa una partita davvero scialba. Ubbidiente ma non cosciente.
Gargano 5. Sventaglia palloni con la disinvoltura di Rivera e la perizia di uno scimpanzè, corre in funzione della squadra avversaria, recupera più imprecazioni che palloni. Ha bisogno di un regista e forse anche di un medico. Delirante.
Hamsik 6. L'unico che si guarda intorno per imbastire eventuali azioni in profondità. E' vero che oltre a guardare fa poco, oltre al gol di pregevole fattura, però almeno pensa. Cogito ergo sum.
Lavezzi 6. Troppo tempo che cerca di reggere la baracca da solo, non perdonargli questi 90 minuti di riflessione sarebbe da ingrati. Un bel respiro profondo.
Denis 5. Opta per prendersi a sportellate con i dirimpettai e in una di queste occasioni detta l'assist per il gol di Hamsik. Non è il peggiore degli attaccanti, ma forse potrebbe essere più utile a cause diverse da quella azzurra. Monolite.
Subentrati:
Pazienza 5. Più tristezza che pazienza.
Zalayeta 5. Se sorridesse un pò venerebbe almeno di un pò di simpatia la sua tragedia.
Reja 3. Russotto e Vitale in tribuna. Pià e Pazienza in campo. 4-3-1-2 per Datolo ma senza Datolo. Forse vuole dimostrare che il suo 3-5-2 con quegli uomini resta il modulo tattico migliore e per farlo tiene bassi i terzini e non chiede a nessuno di allargarsi sulle fasce dalla metà campo in su. Gradisce il fraseggio orizzontale e inconcludente dei suoi e non si vergogna neanche un pò. Diarreja.
IL FRASEGGIO DEL BALBUZIENTE.
Sebbene Reja abbia evidenziato come il Napoli contro il Palermo sia migliorato sotto il profilo del fraseggio, gli azzurri in realtà tartagliano anche al Renzo Barbera, rimediando la settima sconfitta consecutiva esterna, eguagliando un record negativo vecchio di oltre 70 anni.giovedì 5 febbraio 2009
JUVENTUS - NAPOLI 4-3 d.c.r., LE PAGELLE
Navarro 6,5. Piaccio o non piaccio a Reja, piaccio o non piaccio alla Società, sfogliando la margherita Navarro s'è presentato all'Olimpico carico e concentrato. In crescita personalità e sicurezza, in calo rinvii assurdi sui piedi degli avversari. Il mistero del portiere nascosto.Cannavaro 7. Al centro pensa, si muove e gioca da leader. Centro di gravità permanente.
Contini 6. Sembra uscito dal tunnel di uno stato di forma pietoso. Ricomicia a farsi valere con le unghie e coi denti. Peccato che sprechi il match ball, ma succede anche nelle migliori famiglie. Meta.
Santacroce 6,5. Squalifiche e panchine lo restituiscono al campo tirato a lucido. Recupera la grande virtù dell'anticipo e in genere sembra fare maggior ricorso al fosforo di prima. Talento recuperato.
Montervino 6. Cuore di capitano, combatte meglio se ha come riferimento la striscia del fallo laterale. Del resto che a fargli difetto non fosse la grinta ma i piedi già lo sapevamo. Maggio impegnato molto.
Gargano 7. Toglietegli quella assurda sedia da regista sotto il sedere e vedrete, come ha mostrato con la Juve, che splendido e moderno interditore abbiamo. Pitbull.
Pazienza 6. Ha portato in campo residui di incazzatura da allenamento con Santacroce. Ha morso caviglie e tamponato buchi. Diligente nel compitino di impostazione. Giobbe.
Hamsik 5,5. Non ha mai dato l'impressione di trovare la giusta posizione in campo, di entrare in partita, di dialogare coi compagni, di entrare allo stadio, di pagare il prezzo del biglietto. Ha vagato e non ha mai quagliato. Nel vagare ha però mostrato una migliore condizione fisica. E già è qualcosa. Mareskuro.
Aronica 6. Ragiona, corre, difende e sbaglia da terzino. E' esattamente quanto voleva Reja sull'out sinistro. Savini secondo estratto.
Lavezzi 7. Mezzo voto in meno per la poca lucidità quando batte a rete, sia in partita sia nei rigori. Ciò non toglie che incarna meritatamente la gioia presente e le aspirazioni future dell'immenso popolo partenopeo. Uno e trino.
Zalayeta 5. Finisce presto la carica a molla innescata per affrontare la sua ex squadra. Quando comincia a dimenticarsi il pallone mentre corre, pardon cammina, non sappiamo se sta facendo l'attore per scherzi a parte, se occorra chiamare l'ambulanza, se Gabriella Ferri s'è ispirata a lui scrivendo "Dove sta Zazza'?". Stupore e malore.
Subentrati:
Vitale s.v.
Denis 5. Con tutto l'affetto che si può provare per colui che avremmo voluto diventasse un beniamino del San Paolo, non si può non scrivere che El Tanica (già Tanque) continua a non convincere. Triste e cingolato.
Reja 6. La Società pretende, lui ottempera. Così si violenta tatticamente e, forse senza volere, rischia quasi di battere la juve nei tempi regolamentari. Stupito di sé.
A UN PELO DALLA SEMIFINALE DI COPPA ITALIA
Come ipotizzato nell'articolo "ADDA PASSA' 'A NUTTATA" una buona parte del debito di ossigeno contratto dal Napoli era stato già pagato con una serie di passi falsi che avevano visto scivolare gli azzurri dal 4° al 7° posto pari merito.mercoledì 4 febbraio 2009
ADDA PASSA' 'A NUTTATA!
Napoli-Juventus per i tifosi azzurri è sempre stata la madre di tutte le battaglie calcistiche. L'odiata squadra bianconera ha da sempre incarnato l'avversario snob agganciato ai poteri forti, così lontani dal capoluogo partenopeo, l'avversario ricco e potente colonna portante di un sistema che lo vuole vincente a tutti i costi, con o senza Moggi.Battere la Juventus significa l'affermazione, anche se temporanea, del riscatto sportivo e sociale. L'umiliazione dello spocchioso per mano di chi per definizione deve stare dietro, il trionfo di Davide su Golia.
Il quarto di finale di questa sera, reso ancora più drammatico dalla partita secca, avrebbe in realtà in sé il germe del cambiamento dei rapporti tra le due squadre. Perché il Progetto di De Laurentiis prevede a breve l'inseriemento stabile del Napoli nei quartieri alti del calcio nazionale ed internazionale. E quindi prevede un netto accorciamento delle distanze tra azzurri e bianconeri.
Peccato che l'attuale momento di difficoltà della squadra di Reja riduca le possibilità di godere di un pò di quest'accorciamento anche stasera. Anche se, nel cuore dei napoletani, la speranza accompagnerà i propri beniamini fino all'ultimo secondo di gioco.
Nelle precedenti analisi abbiamo imputato la crisi delle ultime settimane al calo fisico che sempre in questo periodo hanno accusato le squadre di Reja. Calo fisico reso ancora più pesante dalla preparazione cominciata nettamente in anticipo causa partecipazione all'Intertoto.
