Il problema dell'attuale scollatura tra tifoseria e SSC Napoli, emerso in modo rilevante nel corso della partita contro il Bologna, è dovuto al fatto che quest'ultima appare troppo propensa a rivolgersi alla "massa del tifo" come ad un gregge di pecoroni che è facilmente gestibile con la presunta intelligenza superiore del Dirigente.Il non colmare le lacune della rosa o l'acquisto di Datolo non sono stati gestiti con questa presunzione?
Invece di dire "la rosa sta bene così", quanto ci voleva a far giungere il messaggio che le operazioni di mercato sono frenate da questioni di bilancio dato che ALCUNI ERRORI hanno fatto sì che la Società abbia ancora sulle spalle molti giocatori difficili da smaltire? Che si vorrebbe evitare di allungare suddetta lista aspettando con pazienza (di nome e di fatto) il momento buono per acquistare elementi di grandissima affidabilità anche a costo di prendere nel frattempo qualche legnata sui denti?
Quanto ci voleva a dire: "ok visto che vi state incazzando noi prendiamo in anticipo Datolo (che era previsto per giugno) e vediamo se può dare un valore aggiunto sin da adesso", invece di inventarsi la balla che Datolo è arrivato come sostituto di Mannini (oltretutto quando quest'ultimo doveva ancora essere squalificato)?
Che ci voleva a dire da subito "ragazzi ora si fa dura, aiutatateci a crescere in presenza di QUALSIASI RISULTATO", anziché buttare il fumo negli occhi con la storia dello STUPIRE e dello STRABILIARE, anzichè mostrare così artificiosamente e pomposamente la forza della Società come quando De Laurentiis ha presentato col giro di campo Datolo, facendo tornare alla mente la presentazione dei gladiatori nelle arene dell'antica Roma e la soddisfazione di offrirli alla sete di sangue delle orde di incivili assiepati sugli spalti?
Quello che si chiede è un bagno di umiltà che comporterebbe senz'altro minori prese per i fondelli e una maggior considerazione per un popolo di tifosi che certamente ricorda Lanciano, che certamente ricorda Maradona e sa quanto sia lontano, che certamente ha nella memoria nel cuore e nel fegato i disastri e i patimenti delle recentissime epoche dell'ultimo Ferlaino, di Corbelli, di Naldi.
Questo è un popolo che SA CERTAMENTE ASPETTARE. Basta dirglielo.
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