Non Spingete by Giodecer

giovedì 26 febbraio 2009

COME ERAVAMO, in attesa di Mondonico (Campionato 2000/2001)

Un "Mondo" di speranze
di GIODECER

Siamo in trepida attesa della "prima" di Mondonico, augurandoci che la svolta tecnica dia i suoi frutti già contro l'Atalanta.

La prima impressione è che il nuovo tecnico abbia intenzione, oltre che di modificare il modulo tattico, di impiegare ogni giocatore secondo le sue caratteristiche.
Si passa dal 4-3-3 offensivo zemaniano ad un apparente più prudente 3-5-2, ma i numeri non sono tutto: le valutazioni sul gioco di una squadra vanno fatte sempre guardando all'organizzazione complessiva del gioco. Quante volte abbiamo visto, durante la gestione tecnica del boemo, Fresi e Baldini soli in balìa degli avversari? Ma al contempo, quanti pochi frutti ha prodotto in fase di finalizzazione tale disposizione?
il 3-5-2 di Mondonico dovrebbe essere un modulo dinamico, con il centrale pronto a staccarsi da libero all'occorrenza e con il supporto, in fase difensiva, del ripiegamento dei due esterni di centrocampo.

In attesa del recupero degli infortunati, il reparto meglio attrezzato appare comunque il centrocampo e non è una indicazione da poco conto, dato che gli uomini che lo compongono occupano una zona nevralgica del campo. In tal senso si potrà ipotizzare, al recupero di tutti gli effettivi, persino una sovrabbondanza di soluzioni valide.
Il ruolo del fantasista dovrebbe essere ricoperto da Moriero, sempre ché le sue condizioni fisiche gli consentano un'utilizzazione finalmente costante. Un fantasista di fascia, dunque. Non sottovaluterei, in chiave di contributo d'estro, il recupero di Sesa, giocatore di ottime qualità tecniche, ancora giovane, da ricostruire a quanto pare dal punto di vista psicologico.
Qui sta il punto: a nulla varranno i cambiamenti tattici del nuovo tecnico se il suo approccio con la squadra non influirà positivamente ed in maniera "pesante" sull'atteggiamento mentale dei giocatori.
Zeman attribuiva ad un blocco psicologico, non fisico, della squadra il crollo dei secondi tempi. Ma chi, se non l'allenatore, deve essere in grado di trasmettere sicurezze ad un gruppo di ragazzi quasi tutti sotto i 30 anni? Gli allenatori sono strapagati per raggiungere risultati. Per raggiungere i risultati nessuna componente (tattica, atletica, tecnica, psicologica) può essere trascurata.
Mondonico, uomo sanguigno, abituato alle battaglie, sembrerebbe idoneo a rivestire questo ruolo di collante dello spogliatoio. Anche durante le partite la grinta del tecnico è importante: il calcio non è un videogioco, da poter guardare rimanendo impassibili.

Altre referenze positive di "Mondo" provengono da suoi ex calciatori proprio in relazione al suo atteggiamento durante le gare. Viene considerato un tecnico capace di "leggere" la partita e quindi di apportare in corsa quegli aggiustamenti tecnici e/o tattici in grado di modificarne l'andamento.

Passiamo ad una disamina reparto per reparto.

Difesa a 3 abbiamo detto. Davanti a Mancini i tre centrali sono da scegliere tra Fresi, Baldini, Quiroga, Troise e Afolabi.
Per le esperienze maturate ritengo che la scelta del centrale/libero debba ricadere su Fresi, mentre per i centrali di destra e sinistra la partita è aperta. Dipende dalla crescita di Quiroga, dalle condizioni psicologiche di Baldini, dalla maturazione di Troise (che comunque è un nazionale e ci sarà un perché...inoltre di testa è il più forte), dall'apprendimento della disciplina tattica da parte di Afolabi, che appare ancora un po' acerbo, ma che personalmente ritengo un difensore, per qualità atletiche ed entusiasmo, da seguire con particolare attenzione in prospettiva. Suo l'handicap di essere extracomunitario, quindi il suo impiego è alternativo ad altri giocatori di rilevante importanza.
Darei comunque un po' di riposo a capitan Baldini, per provare qualche alternativa.

Centrocampo ricco e da battaglia, decisivo nel procurare la superiorità numerica nei confronti di quello avversario. Vidigal e Saber (che con una difesa a tre lo vedo più centrocampista esterno) sono ancora infortunati. Allora consideriamo gli uomini attualmente a disposizione.
5 uomini, da destra a sinistra: Moriero, Husain, Matuzalem, Jankulowski, Pineda (stessa considerazione fatta per Saber).
Considerate le incertezze sulle condizioni fisiche dell'ex interista, da non sottovalutare l'ipotesi di utilizzare come esterno di destra Magoni, ovviamente molto meno tecnico, ma buono in fase di contenimento e di interpretazione in chiave tattica dell'incontro.
I due centrali sono l'argentino Husain e il brasiliano Matuzalem. Del primo sappiamo solo che ha ottime referenze, è un nazionale e lo chiamano "Picapiedra" (spaccapietre) per la grinta con cui si scaglia su ogni pallone. Pare comunque buono anche in fase di costruzione. Gli darei le chiavi del centrocampo. Dell'altro, Matuzalem, sappiamo praticamente tutto: è più portato a difendere che a costruire. Quando è in buone condizioni è comunque in grado di dettare i tempi e di sbagliare pochi passaggi. Importante. Recentemente lo vedo in fase involutiva. Se la cura Mondonico non dovesse metterlo in condizioni di rendere al meglio in tempi brevi, tocca a Pecchia.
Jankulowski ha faticato parecchio a raggiungere una buona condizione fisica. Adesso può essere prezioso, anche perché ha un gran tiro. Nella sua zona orbiterà anche Pineda, l'esterno che deve rientrare a supporto dei centrali nella fase difensiva. Non per niente è considerato un terzino. L'intesa tra i due è importante per vincere i duelli sulla fascia sinistra.

Attacco a due punte (o quasi).
Inabile Stellone, la punta centrale può essere solo Amoruso. Il recupero psico/atletico/tecnico/tattico dell'ex perugino è forse tra i compiti più delicati ed importanti cui è chiamato Mondonico. Il suo smarrimento ricorda quello di Stellone della passata stagione, prima che carburasse e diventasse fondamentale nella corsa alla promozione. I limiti di Amoruso, nel corso della sua carriera sono sempre stati di ordine fisico. Ora pare che possa giocare con continuità. Credo che sia stato spesso sopravvalutato. Ma di sicuro non è neanche il brocco che sembra adesso.
Al suo fianco Sesa o Bellucci, col secondo decisamente più in forma (anche come richieste contrattuali...). Nessuno dei due è un cannoniere da 15 gol, ma sono uomini di movimento, utili per gli incroci e per creare gli spazi. Sesa è più fantasioso, non rientra, ma assicura un tasso di qualità (se recuperato) determinante nella costruzione del gioco offensivo. Bellucci è più propenso al sacrificio, rischiando a volte di passare per un calciatore senza una precisa fisionomia. Con quel centrocampo nutrito e battagliero, dovrebbe essere messo in condizioni di dedicarsi esclusivamente al gioco d'attacco e al pressing sui difensori avversari.

Contrariamente a quanto affermato da più parti, non ritengo che l'organico del Napoli sia tra i più scadenti della categoria. Va solo rivitalizzato psicologicamente ed impiegato secondo dettami tattici comprensibili e di veloce assimilazione.
Il calcio non è roba da scienziati, ha detto Mondonico. Ne sono convinto. Ricominciamo con le cose semplici.
Evitare la retrocessione quest'anno avrà un effetto benefico anche sulla valutazione dei singoli, a tutto vantaggio delle future campagne acquisti, da affrontare con un patrimonio calciatori di rispetto per puntare ad un continuo miglioramento della rosa.

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