Onorate la maglia azzurradi GIODECER
Privo di Moriero e, almeno all'inizio, di Sesa, il nuovo Napoli di Mondonico si accinge ad affrontare il delicatissimo settimo incontro di campionato.
A scendere al S. Paolo sarà l'Atalanta, guidata dall'ex stopper azzurro Vavassori, spigoloso da calciatore quanto raffinato come tecnico.
Sulla panca partenopea siederà per la prima volta Mondonico, anche lui un ex, visto che ha guidato la compagine orobica per sette anni.
Ma domenica non ci sarà spazio per i sentimentalismi e gli "amarkord": la situazione in classifica è talmente grave che non saranno ammesse distrazioni.
Sin ora il terreno partenopeo è stato terra di conquista: 3 sconfitte in altrettante partite. Non è possibile rimandare l'inversione di tendenza.
Non a caso ho fatto riferimento a Moriero e Sesa: nell'organico azzurro rappresentano gli uomini di fantasia. L'assenza di entrambi comporta un approccio alla gara in termini più marcatamente muscolari. Per questo Mondonico sta selezionando i giocatori attualmente più tonici, con l'intento di mandare in campo una squadra fisicamente all'altezza della situazione, in grado di reggere i 90 minuti e di mettere sul prato determinazione, grinta, carattere, voglia di vincere.
Confermato il modulo 3-5-2, davanti a Mancini i tre centrali saranno Troise, Fresi e Quiroga, supportati dal rientro, in fase difensiva, di uno dei due esterni di centrocampo, Magoni e Pineda.
La linea di centrocampo, oltre ai due già citati, vedrà all'opera Husain, reduce dalla brillante prova (con gol) nella partita di giovedì tra Argentina e Cile, Matuzalem e Jankulovski, in ballottaggio con Pecchia, che pare in condizioni fisiche superiori.
In avanti Amoruso sarà affiancato da Bellucci, tra i più in forma.
Che il lavoro di Mondonico sarà durissimo e lungo ne abbiamo avuta la conferma nell'ultima amichevole disputata contro la Palmese, modesto club di serie D.
Il risultato finale di 5-0 non tragga in inganno. Nella prima parte della gara molti titolari azzurri sono stati in realtà messi sovente in difficoltà. I gol sono arrivati nella ripresa, disputata dalle riserve nostre contro quelle della Palmese.
La verità è che l'eredità di Zeman, dal punto di vista psicologico, fisico e di classifica è veramente pesante. Ma già il modulo tattico, più raccolto, con tre centrali difensivi ed un centrocampo più folto e robusto, può rappresentare una benefica iniezione di fiducia per i giocatori e creare l'entusiasmo necessario a tener botta per l'intero arco dell'incontro, almeno sotto l'aspetto nervoso.
Non esistono i presupposti per aspettarsi di più, durante l'incontro di domenica. Sulla base dei responsi medici, Mondonico provvederà a stabilire allenamenti personalizzati. Nel frattempo curerà l'assetto tattico e cercherà di creare un forte spirito di gruppo.
La parola (del tecnico lombardo) ha già preso il posto dei silenzi (del boemo).
Già questo rappresenta un grosso passo in avanti, dato che per trasmettere insegnamenti occorre comunicare. E per comunicare è fondamentale parlare.
Un invito ai tifosi partenopei. Sappiamo perfettamente che gli uomini cambiano, il Napoli resta. Cerchiamo di essere vicini alla squadra, di aiutarla con la nostra passione che non ha paragoni, soprattutto per il nostro interesse, perché non abbiamo nessuna voglia di soffrire nuovamente in serie B. I dirigenti e i calciatori vanno e vengono. La nostra fede invece è immutabile nel tempo. Aiutiamoli a capire cosa significhi onorare quella maglia.
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