humour: Il Grande Disastro
di GIODECER
...E l'arbitro sancì la fine dell'incontro. 1-1 a Perugia. Rete di Amoruso e pareggio su discusso rigore realizzato da Materazzi.
Come al solito, nel secondo tempo, il Napoli si era fatto schiacciare dagli avversari. Come al solito, la sofferenza per la propria squadra, consueto oggetto di tiro al bersaglio, aveva lasciato il posto all'amarezza per un'altra vittoria mancata.
Un punticino solo, un brodino di nessuna sostanza per i nostri appetiti da affamati di calcio.
Il Grande Progetto si avviava mestamente alla conclusione, sostituito da un insperato Grande Disastro: 3 pareggi e 5 sconfitte nelle partite ufficiali.
Non una vittoria, in una stagione in cui le squadre con modeste ambizioni si imponevano spesso di prepotenza alle acclamate Grandi del Calcio italiano.
Zeman alzò il bavero e prese la direzione degli spogliatoi. Sul suo volto qualcuno percepì soddisfazione per il risultato strappato fuori casa o forse disperazione per l'ennesima occasione sfuggita o forse ancora preoccupazione per il crollo dei suoi ragazzi, oppure gioia perché il primo tempo era stato buono. Qualcosa doveva pur trasparire da quel volto immutabile. Una ruga fuori posto... una piega del labbro...Niente!
Il boemo chiude tutto dentro, sottochiave, nel fondo dell'animo. Proprio tutto.
E lì dentro sono rimasti anche quella grinta, quel coraggio, quella forza d'animo che avrebbe dovuto trasmettere ai suoi giocatori. Ancora una volta spaesati, ancora una volta in balìa delle orde di assatanati avversari cattivissimi che vogliono far tanto male.
E lì dentro sono rimasti gli schemi, i dispositivi tattici, le alchimie.
Tutta roba non facile da digerire. Occorre assimilare, ci vuole tempo.
E intanto chi mangia pane e salame ti tira via la pelle ad unghiate, senza aspettarti.
Il rauco Cosmi ha polmoni come mantici e soffia sui suoi e li spinge con impeto contro quella difesa alta e fragile come un trampoliere, contro quel pressing privo di pressione come una ruota bucata.
Il rigore forse non c'era, per 15 minuti abbiamo giocato in 10, ma cosa cambia se lo spettacolo è sempre lo stesso, quando da un certo momento in poi chiunque ci prende a pallonate?
Abbiamo dato ossigeno alla Juve, resuscitato l'Inter, beatificato il Bologna, praticato la respirazione bocca a bocca al Vicenza. Tutti si sono divertiti col Napoli. Tutti hanno preso e ringraziato. Meno che noi, che il Napoli l'abbiamo nelle vene, che non abbiamo bisogno di prendere 2 miliardi per sperare che vada bene.
Eppure la stampa racconta che si doveva aspettare. Che il Grande Progetto prima o poi si sarebbe realizzato. Che con giocatori così scarsi nessuno avrebbe fatto di meglio.
Vedremo se è vero, quanto è vero e con chi potrà essere un pò meno vero.
mercoledì 25 febbraio 2009
COME ERAVAMO. Perugia-NAPOLI 1-1 (6° turno camp. 2000/2001)
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