Non Spingete by Giodecer

sabato 14 febbraio 2009

IL MISTERO DELL'OTTAVO NANO (DATOLO)

Viene da pensare con grande amarezza a quando, nel mese di dicembre, c'era qualcuno che storceva il naso davanti al ruolino di marcia sino ad allora tenuto dal Napoli, dicendo che, sì, in casa la squadra andava bene, ma che in trasferta occorreva necessariamente cambiare registro.
Viene da ripensare con amarezza a quei tempi, perché non era necessaria una grandissima competenza calcistica per immaginare che era più probabile che questo Napoli l'inversione di tendenza l'avrebbe fatta registrare in casa piuttosto che fuori. E infatti in poco tempo s'è raggiunto purtroppo il trend attuale, che ci vuole perdenti lontano da Napoli e al massimo pareggianti al San Paolo.

Tanto per rimanere in tema di San Paolo, è ancora più preoccupante notare che come in casa si stia perdendo colpi con squadre sempre più tenere: si è cominciato con la "grande" Roma di Spalletti, si è continuato con la discontinua Udinese di Marino, si è arrivati a concedere il punticino anche al disperato Bologna di Mihajlovic.

Particolare oggetto d'attenzione, nel corso della sfida di questa sera con la compagine felsinea, è stato Jesus Datolo, l'unico colpo di mercato di Marino pomposamente presentato da De Laurentiis prima di Napoli - Udinese. E certo non si poteva pretendere dall'ultimo arrivato, nonostante il nome, che resuscitasse la squadra. Collocato da Reja nel ruolo dell'infortunato Hamsik, l'argentino ha mostrato un sinistro interessante, a cominciare dall'esecuzione dei calci da fermo (anche se fare meglio di Gargano non è particolarmente difficile). E' piuttosto abile nello stretto, evidenziando una discreta difesa della palla sotto pressing, e ha dimostrato una apprezzabile visione di gioco nonostante la modesta intesa coi compagni. Insomma, nel complesso, sembra una pedina valida, fermo restando che ha bisogno di tempo per inserirsi al meglio in squadra e ambiente. Una pedina valida, sì, ma TUTTO FUORCHE' UN ESTERNO DI CENTROCAMPO DEL 3-5-2 così come ipotizzato da Marino. Non ne ha il passo, non ne ha la velocità, non ne ha la predisposizione alla copertura.

E allora viene spontaneo chiedersi perché Marino, che è un profondo conoscitore di calcio, abbia detto questa EMERITA IDIOZIA.

La risposta è in queste pagine, basterebbe andare indietro di qualche post. Ad ogni modo la riassumo di seguito.

Marino aveva deciso che non averebbe acquistato nessuno nel corso della finestra di mercato di gennaio. Il pessimo ruolino di marcia di inizio 2009, come ben sappiamo, suscitò però più di qualche malumore della piazza, che al contrario chiedeva con decisione interventi di rafforzamento dell'organico. Continuare con la politica dell'immobilismo avrebbe potuto irritare ancora di più il popolo azzurro, ma al contempo contraddire palesemente l'affermazione di non voler intervenire sul mercato avrebbe potuto essere inteso come un segno di debolezza della Società.

Ma ecco che l'imminente sentenza del TAS su Mannini suggerisce a Marino l'escamotage per accontentare la piazza senza però mostrare alcuna debolezza. Ancora prima che la sentenza di squalifica fosse emessa, quindi dimostrando anche grande intuito (complimenti...) su quello che sarebbe stato l'amaro destino di Mannini, Marino ufficializza l'acquisto di Jesus Datolo, giustificando questo intervento di mercato con la necessità di ricoprire il ruolo che di lì a poco sarebbe stato lasciato libero dall'ex bresciano. Era così salvata l'immagine di una Società forte, coerente e addirittura preveggente.

Per questo Datolo è stato presentato come il futuro esterno di sinistra del 3-5-2 rejano. Solo per questo. Perché anche un cieco vedrebbe che Datolo non ha le caratteristiche per ricoprire quel ruolo.

Il sospetto, fondatissimo, è che Datolo sarebbe dovuto arrivare a giugno, nel contesto di una serie di operazioni funzionali all'assetto tattico di un nuovo allenatore (Delio Rossi?).

Palpabile l'imbarazzo di Reja quando deve rispondere in merito alla collocazione tattica dell'ultimo arrivato.

Insomma di tutte queste piccole e grandi palle, di questi sotterfugi, ne faremmo sinceramente a meno.

Il pareggio di questa sera, conseguito tramite i gol di Maggio e Di Vaio, ha confermato tutti i limiti dell'attuale Napoli. Ripeterne l'elenco sarebbe davvero stucchevole.

E' davvero un peccato che si sia buttata una stagione così inutilmente.

Davvero un peccato che la presunzione rischi di trasformare in bestemmia non solo l'aspirazione alla qualificazione alla Champions, ma anche la realizzazione dell'obiettivo prestabilito, cioè la zona Uefa.


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