Non Spingete by Giodecer

mercoledì 18 febbraio 2009

NAPOLI, COME STOPPARE I TORTI ARBITRALI?

Il profilo basso che la Società azzurra ha deciso di mantenere nei confronti delle decisioni arbitrali potrebbe essere frutto della volontà di non gettare benzina sul fuoco di una piazza che è sempre nell'occhio del ciclone.
Si vuol evitare polemiche che potrebbero innescare reazioni che andrebbero a penalizzare ultriormente il Napoli.

Detto questo, dovrebbe essere comunque scontato che il Napoli faccia valere i suoi diritti e faccia ascoltare la sua voce direttamente presso le sedi opportune, senza il clamore dei media. Ma EVIDENTEMENTE NON E' COSI' e questo è un errore, come sicuramente è un limite la mancata partecipazione alla vita del Palazzo, probabilmente resa difficile dagli impegni di De Laurentiis, perchè lo stesso Ferlaino dimostrò a suo tempo come l'accettazione di certi incarichi consentisse quantomeno di farsi vedere, di farsi ricordare e di non essere completamente "trasparenti" come il Napoli è adesso (caso Volpi docet).

Marino che agisce nel Palazzo con delega di De Laurentiis, come fa Galliani per il Milan? Probabilmente sarebbe la soluzione ottimale e anche la più redditizia, in virtù dell'esperienza e delle capacità diplomatiche del DG, ma potrebbe essere praticata solo quando (e sarebbe ora!) Marino smetterà di occuparsi materialmente di tutto all'interno della Società azzurra, perché le giornate sono sempre e solo di 24 ore, anche per lui.

Certi discorsi in sostanza saranno attuabili quando il Napoli sarà una Società di nome e di fatto, con competenze meglio distribuite, una Società a tutti gli effetti, capace di mantenere e curare rapporti a tutto tondo e quindi anche col Palazzo, così da perdere l'attuale "invisibilità", anzi così da non essere più considerati un fastidioso oggetto esterno al sistema.

Il che non vuol dire necessariamente essere una delle parti guaste del sistema stesso e quindi avvantaggiarsi di questa partecipazione, ma - come dimostrò Ferlaino ai tempi d'oro - partecipare alla vita del Palazzo comporta quanto meno la possibilità di offrire la percezione della propria esistenza a chi governa il calcio italiano.

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