Non Spingete by Giodecer

giovedì 5 febbraio 2009

A UN PELO DALLA SEMIFINALE DI COPPA ITALIA

Come ipotizzato nell'articolo "ADDA PASSA' 'A NUTTATA" una buona parte del debito di ossigeno contratto dal Napoli era stato già pagato con una serie di passi falsi che avevano visto scivolare gli azzurri dal 4° al 7° posto pari merito.
Il recupero progressivo della brillantezza fisica è già in via di realizzazione, come si è visto ieri sera nel gelido catino dell'Olimpico di Torino. Migliorata la condizione fisica il Napoli ha ripreso anche a giocare o, per meglio dire, ad arrivare spesso primo sul pallone, a vincere contrasti, a recuperare con maggiore disinvoltura, a spuntarla nei dribbling, a correre di più e con maggior criterio.

Per il gioco vero e proprio sappiamo bene che Reja usa impostare uno o più moduli tattici iperequilibrati, per poi lasciare all'estro dei singoli l'iniziativa vincente.

Il Napoli di Reja non fa gioco, ma giocate, sempreché supportato dalla condizione fisica, altrimenti nemmeno queste ultime.

Poi ci si è messa anche la dea bendata, che pure nel passato è andata spesso a braccetto col tecnico goriziano, ad evitare alla Juventus un'amara capilotazione tra le mura amiche, al cospetto di un Napoli che nell'ultimo quarto d'ora regolamentare s'è presentato ripetutamente dalle parti di Manninger senza però mai avere la lucidità e la freddezza per chiudere il conto.

Lucidità e freddezza mostrate invece da Trezeguet quando in un rapido cambio di fronte ha messo la palla nel sacco. Fortuna ha voluto che il guardialinee, ravvisando un fuorigioco (peraltro dubbio), invalidasse la marcatura del francese.

Ciò non toglie che quest'ultimo episodio è indicativo di cosa, tra l'altro, serva al Napoli: un bomber che vede la porta e che possibilmente la trova, proprio come ha fatto Trezeguet.

Reja, non ritenendo idonei all'uso i migliori interpreti del suo 3-5-2 (Mannini e Maggio), sperimenta diversi atteggiamenti tattici, ricorrendo anche alla difesa a 4 col semplice arretramento in terza linea di Aronica.

Da uomo intelligente qual è, il tecnico azzurro ha capito che la possibilità della sua permanenza a Napoli passa attraverso la soddisfazione delle pù recenti esigenze di De Lautentiis ("attaccare, attaccare e attaccare") e di Marino (valorizzazione di Datolo, naturalmente in un contesto tattico a lui consono).

Il parziale recupero di condizione fisica non deve però nascondere le lacune di sempre, anche se il Napoli a Torino è caduto assolutamente in piedi (basti però ricordare, per definire la giusta dimensione dell'impresa, che tre giorni prima nello stesso stadio il Cagliari aveva fatto a fette i bianconeri).

Passando ad alcune osservazioni sui singoli, c'è da dire che rivedere il Gargano mattatore del centrocampo nello stesso tempo in cui veniva sollevato da incombenze in cabina di regia, potrà indurre qualcuno ad intuire finalmente la giusta collocazione dell'uruguagio, per farne uno dei più moderni mediani di rottura del panorama europeo.

Buona la prova di Navarro, che ritrova la maglia da titolare misteriosamente solo a fronte della contemporanea inabilità di Iezzo e Gianello. Ci volevano due infortuni pesanti per dare un taglio alla stucchevole farsa dei portieri di quest'anno?

Rallegra ritrovare un Tom Tom Bogliacino carico e combattivo, per sua e nostra fortuna lontano sia dall'infortunio patito che dall'ultima minacciosa finestra di mercato.

Bene Paolo Cannavaro al centro della difesa, ne guadagna in autorevolezza e senso della posizione.

Apprezzabile la crescita di forma di Santacroce, che non ha demeritato seppur al cospetto di un certo Alex Del Piero.

Ancora una volta sotto la sufficienza, ma ormai è chiaro che per l'attacco occorrerà completamente riattrezzarsi, sia il Panterone che El Tanica.

Prossimo appuntamento il posticipo di domenica alla Favorita di Palermo. Quasi sicuramente ancora senza Datolo. Quasi sicuramente con la rinnovata voglia di stupire.


Nessun commento:

Posta un commento