L'ingegnere ha pensatodi GIODECER
Il comproprietario del Napoli, Ferlaino ing. Corrado, dopo più di 30 anni di conduzione societaria ha fatto una grande pensata.
Alla vigilia della delicatissima sfida interna col Bari, oltre a comunicare alla squadra che non ammetterà più giustificazioni e che pretende grinta e determinazione, ha aggiunto ai giornalisti che dalla prossima campagna acquisti le scelte dei giocatori verranno compiute privilegiando l'aspetto caratteriale rispetto a quello squisitamente tecnico.
Semplice o semplicistico?
Dalle sue parole dobbiamo intanto arguire che abbiamo un organico impreziosito da innumerevoli fuoriclasse.
Non ce ne eravamo accorti.
Forse un giorno si renderà anche conto che il carattere e le virtù tecniche, se non supportate dall'integrità fisica, a nulla servono tra ospedali ed infermeria.
Ma questo non è tutto.
La valutazione di un possibile acquisto richiede massima attenzione.
Partendo, naturalmente, dalle capacità di investimento della Società.
Occorre in primo luogo individuare le carenze dell'organico, vagliare una rosa di giocatori di sicuro rendimento che possano essere utilizzati nei ruoli non adeguatamente coperti. Per "sicuro rendimento" intendo dal rendimento tecnico ed agonistico costante ed elevato, con riferimento agli ultimi campionati. Si devono valutare le caratteristiche di gioco della squadra e quindi soppesare l'efficacia che avrebbe in quel contesto il nuovo inserimento.
Si analizza la carriera dei papabili, con un occhio di riguardo agli infortuni patiti. Nutrita è infatti la schiera di calciatori predisposti a noie muscolari o a fragilità dei legamenti.
E' necessario anche considerare i possibili risvolti psicologici dell'impatto col nuovo ambiente, soprattutto per gli stranieri, per i quali sarebbe opportuno, per favorirne il processo di integrazione, costruire piccoli blocchi della stessa nazionalità.
Importanti anche le motivazioni, come voglia di riscatto o di affermazione. Chi vivacchia ai margini della pensione non può essere preso in considerazione.
Compiuta la scelta, l'ultima parola spetta allo staff medico.
La visita medica deve essere determinante. Non è possibile aspettare chi non sia al cento per cento.
Noi, queste attese, le stiamo pagando a caro prezzo.
Fare tale ricerca non equivale a compilare un questionario. I dirigenti dell'area tecnica devono mostrare di possedere intuito, grande capacità critica e comprovata competenza calcistica. Chi non è all'altezza, chi sbaglia, venga gentilmente invitato a cambiare sport.
Considerato che è possibile acquistare giocatori in ogni angolo della Terra, non si può prescindere da una affidabile rete di osservatori, anche locali.
Come imprescindibili sono l'investimento sul settore giovanile ed il filo diretto con l'allenatore della prima squadra.
Vincere non è frutto dell'improvvisazione, ma è la conseguenza del lavoro sinergico di persone competenti.
Passando alla partita col Bari, Mondonico pare ancora incerto tra il 3-5-2 ed il 3-4-1-2, con un centrocampista più avanzato a supporto delle punte. La mia convinzione è che ricorrerebbe certamente al secondo modulo, se solo avesse una pedina di sicuro affidamento da impiegare in quel ruolo.
Ma Pecchia rientra da un infortunio, Sesa è fuori condizione e Moriero glielo devono ancora presentare.
Probabile che la scelta ricada sull'"avvocato", data la brillante prova disputata con l'Atalanta e considerato anche che può dare sostanza ad un attacco ormai storicamente anemico.
La soluzione Moriero, che sta mostrando opportuna prudenza perché vuole riconquistare la Nazionale (anche se dovesse arrivarci a 60 anni), mi sembra una forzatura tattica.
I giocatori di fascia hanno un preciso riferimento: la linea laterale. E' il loro corridoio, dove l'obiettivo è quello di sopraffare chiunque gli capiti tra i piedi.
Moriero ha una vita da centrocampista di fascia o attaccante esterno. Accentrarlo significherebbe costringerlo ad una visione di gioco completamente differente.
Anche se le qualità tecniche sono superiori, occorre che esistano le condizioni perché queste vengano espresse.
In quel ruolo vedrei bene il fratello bravo di Sesa, quello che giocava nel Lecce. Era un tipo veloce, ottimo nel dribbling e nel cercare i corridoi. Dotato di una pregevole botta. Chissà che fine abbia fatto.
Davanti a Mancini difesa a tre, senza possibilità di scelte, a causa dell'infortunio di Fresi.
Da destra: Baldini, Troise e Quiroga.
Tutti e tre a mio avviso reduci da una buona prestazione contro il Milan.
Mi aspetto soprattutto un Troise galvanizzato dall'aver messo la museruola a Sheva, dimostrando grande attaccamento alla maglia per aver continuato a giocare col setto nasale fratturato. La folla partenopea lo ha notato e lo ringrazierà.
Sulla linea mediana, Magoni e Pineda esterni con compiti anche di copertura, e i due centrali Husain e Matuzalem, l'agguerrito tandem argentino/brasiliano dal quale molto dipendono le nostre possibilità di salvezza.
Dell'eventuale trequartista ho già detto.
In avanti Bellucci e Amoruso, che sta giocando malissimo, è vero, ma che se continuiamo a fischiare, oltre agli stop è possibile che sbagli anche la porta in cui dover segnare.
L'aria è pesante, siamo sempre sul filo della contestazione. E' la logica conseguenza di un pessimo inizio di stagione in una piazza affamata di calcio ad alti livelli.
Ma "gli stipendi sono adeguati anche alle alte tensioni che occorre sopportare a Napoli" ha detto Ferlaino ing. Corrado.
Ragazzi, cominciate a guadagnarvi la pagnotta e le fiamme degli inferi si spegneranno presto.
Nessun commento:
Posta un commento