Non Spingete by Giodecer

giovedì 5 marzo 2009

NAPOLI: ALZI LA MANO CHI E' RESPONSABILE DI QUEST'ANNO DA BUTTARE

Se martedì la Lazio, superando la Juventus per 2-1 nella prima semifinale di Coppa Italia, aveva socchiuso la porta di servizio per l'accesso alla Coppa Uefa, ieri la Sampdoria, travolgendo con un roboante 3-0 l'Inter, l'ha praticamente chiusa a chiave.
E così anche quel settimo posto che avrebbe potuto rappresentare la scappatoia dei perdenti per l'Europa è praticamente diventato inutile.

A meno di notevoli sorprese (cioé i recuperi di Juve e Inter, che soprattutto nel caso dei nerazzurri avrebbe il sapore del miracolo), il palcoscenico europeo - seppur di serie B rispetto alla Champions - è distante 9 punti. Quelli che separano la squadra di Reja dalla Roma, attualmente 6^ in classifica.

Dopo l'eliminazione dalla Coppa Uefa al primo ostacolo decente (Benfica) e dalla Coppa Italia per mano della prima squadra di serie A affrontata (Juventus), c'è quindi da registrare anche il quasi certo fallimento dell'obiettivo minimo stagionale, quella zona Uefa che a questo punto sembra irraggiungibile sia in campionato, sia puntando (ultimo e un pò misero traguardo) ai successi altrui in Coppa Italia.

Ma non dovevamo stupire, anzi strabiliare?

Come al solito Marino, al di là dell'ipocrita e vago "chiediamo scusa a tutti" ha sempre una vasta platea di possibili soggetti da additare come responsabili di questo anno da buttare: dal fin troppo facile capro espiatorio Reja, alla troppo innamorata e quindi pressante folla partenopea, ai soloni delle emittenti napoletane, alla cinica e ingenerosa stampa nazionale, ai giocatori immaturi e amanti della dolce vita; e poi ancora, ai calciatori napoletani che non hanno voluto ridursi lo stipendio pur di vivere l'esaltante esperienza di fare i profeti in patria, ai giovani talenti internazionali che non hanno accettato il Napoli in serie C, all'aria da funerale dell'ambiente dopo soli due mesi con una media retrocessione.

Più in là potrebbero essere chiamati in causa anche il magazziniere per i palloni sgonfi e Carmando per il bacio che riceve in fronte da Paolo Cannavaro, possibile causa delle distrazioni in partita del capitano azzurro.

Ma non è un caso se nella burrasca in cui è finito il Napoli sia spuntato un freschissimo e lunghissimo rinnovo contrattuale proprio per lui, per Pierpaolo Marino, che essendo il plenipotenziario, cioé teoricamente il responsabile di tutto, sta cercando con l'abilità di sempre di sgravarsi di ogni responsabilità pratica.

La stessa abilità che nel lontano 1993, all'epoca del processo sportivo su eventuali illeciti commessi dal Pescara (di cui era dirigente), venne a lui riconosciuta dall'accusa, che lo definì così: "E' uno scafato uomo di calcio, sa che non può permettersi di proporre direttamente l' illecito, quindi mette in atto le sue manovre aggiratorie, ma astutamente finalizzate, mente e mente ancora" (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/07/10/pescara-tutti-colpevoli.html).

La stessa abilità grazie alla quale, come riportato da Wikipedia nella pagina a lui dedicata (http://it.wikipedia.org/wiki/Pierpaolo_Marino), benché squalificato (3 anni di inibizione per illecito sportivo) secondo gli almanacchi sportivi ha continuato tranquillamente a fare il direttore generale del Pescara (e poi dell’Udinese).

Mentire, negare responsabilità, farla sporca e continuare a far finta di niente.

Solo De Laurentiis può fare in modo che la storia non si ripeta, rivedendo con intelligenza e lungimiranza l'assetto societario.

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