Non Spingete by Giodecer

mercoledì 15 aprile 2009

IL NAPOLI VUOLE DIVENTARE ADULTO

Il Napoli ha deciso: non vuole più aspettare.
E forse non vuole più scommettere.
Già, le scommesse. Di alcune di quelle garantite da Marino, De Laurentiis sembra volerne fare carta straccia. Perfino l’albero dei talenti prospettici pare ora capace di produrre solo legna da ardere.
Il Presidente del Napoli aveva pronto un bel falò, all’alba dell’attuale campionato, ma le certezze del suo consigliori irpino lo convinsero a desistere.
L’onta del fallimento degli obiettivi stagionali ha però riacceso la torcia nelle mani del Patron azzurro, e questa volta non c’è superesperto che tenga: chiunque si avvicini rischia davvero di bruciarsi.
De Laurentiis, nel delineare le linee guida della prossima campagna acquisti, ha lasciato intendere che è finita la stagione delle attese.
Il Napoli non può e non vuole permettersi di aspettare, per esempio, che Gargano dimostri di poter diventare un buon regista e che Denis dimostri di poter realizzare grappoli di gol come nella sua Argentina.
Di tempo se n’è perso anche troppo. E’ scoccata l’ora dei calciatori pronti subito, di gente collaudata e già sperimentata con successo nel campionato italiano.
Tre colpi per tre ruoli: è la nuova locandina a effetto del produttore cinematografico.
Un attaccante, un regista e un difensore, Roba buona però.
Ma quale può essere l’identikit dei futuri pilastri del Napoli?
Un attaccante da 20 gol – ha precisato De Laurentiis – ma che abbia dimostrato di saper essere così prolifico in Italia, contano nulla le eventuali messi di gol all’estero. All’estero è diverso.
Spulciando negli archivi, vien fuori questa graduatoria riferita agli ultimi quattro anni, compreso l’attuale: Toni 31 gol, Totti 26, Riganò 24, Trezeguet 23, Suazo 22, Del Piero 21, Lucarelli e Ibrahimovic 20, Di Vaio e Borriello 19.
Eliminando troppo anziani e irraggiungibili (per ingaggio e costo del cartellino), la cerchia potrebbe restringersi a due prime punte: Toni e Borriello.
Il regista. E’ facile pensare che dei prospetti in stile Sudamerica, tipo Banega, il Presidente non voglia neanche sentirne parlare. Troppe variabili incrementerebbero il rischio di sbagliare il colpo: tempi d’integrazione, scarsa esperienza, propensione alla movida eccetera eccetera.
Molto meglio l’usato sicuro. D’Agostino e Palombo non possono non essere tra i maggiori indiziati.
Infine il difensore. In molti hanno pensato che il Presidente si riferisse a un centrale. Forse non è così. Considerata la predilezione di Donadoni per la difesa a quattro, il colpo grosso potrebbe riguardare il terzino sinistro. E un grandissimo colpo sarebbe proprio… Grosso.
Se poi verrà mantenuta la promessa di non cedere Hamsik, ecco cadere i veli sulla possibile fisionomia del nuovo Napoli: davanti al portiere (a proposito, De Laurentiis avrà la pazienza di aspettare Navarro?) una difesa a quattro, con Paolo Cannavaro e Santacroce centrali, Maggio e Grosso terzini (tanti centimetri e muscoli in più in fase difensiva, tanta spinta in quella offensiva); centrocampo con D’Agostino o Palombo regista e due cursori a portare la croce: Gargano e Blasi (ma l’interessamento per Ambrosini potrebbe rientrare in questa logica); Hamsik trequartista, libero di spaziare tra le linee e vicino all’area avversaria per sfruttare la sua incredibile capacità d’inserimento; Lavezzi e Borriello o Toni di punta.
L’intero organico, poi, andrebbe nel suo complesso rinforzato con alternative degne di un campionato importante, un campionato da squadra adulta.
Perché il Napoli non può essere l’eterno adolescente che si fa aspettare tra ingenuità e bravate.

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