Non Spingete by Giodecer

giovedì 2 febbraio 2012

Zero a zero co 'o Cesena...

Nemmeno tornare al vecchio e vincente rituale è servito a qualcosa. Nemmeno il bianco abbacinante della sua camicia ha consentito a Mazzarri di squarciare le tenebre di un tunnel che sembra non finire più. Cogliere un raffreddore invece della vittoria non è proprio la stessa cosa, ma almeno, per una notte, il toscano s’è spogliato di quel look da manichino Standa che ostenta da un po’, per la precisione da quando ha la certezza di essere il migliore, visto che ha scroccato al Presidente l’ingaggio più invidiato della serie A. La cravatta però gli porta una sfiga tremenda, chissà quando se ne accorgerà. Magari col Chelsea si presenterà in papillon.

Niente da fare, dicevamo. Non c’è anticipo, posticipo, turno infrasettimanale, notturna o diurna che tenga. Anche stavolta lo scoiattolo avversario in trasferta al San Paolo è scappato con almeno una ghianda. Uno scoiattolo stavolta direi nano, come nel caso del Cesena di ieri sera. Ebbene sì, il Cesena. ‘O Cesena… come rimarcava Trosi avvilito e stupito, senza bisogno di specificare quando e perché.
Nel virtual-tour degli improperi di questa mattina sono inciampato in foto che chiarivano come nella fase passiva ‘O Cesena avesse optato per un rassicurante 10-0-0. Embè? Tutto previsto, no?
Lo zero a zero finale è figlio di tante colpe. Colpa dell’arbitro, che per tutta la gara lavora il Napoli coi cartellini gialli ai fianchi e al suono del gong lo tramortisce con un incredibile gol annullato sui denti. Colpa degli stress psicofisici dei giocatori azzurri, dovuti agli impegni di Champions ma anche all’essere stati partoriti, episodi ugualmente lontani nella memoria. Colpa del mercato di gennaio, che ci vede rinforzati nell’unico reparto che non ne aveva bisogno (a proposito, notiamo con piacere che a Vargas stanno spuntando i primi coglioni del giudizio). Colpa di un’anima mazzarriana in via di estinzione al cui posto stanno subentrando altre anime invocate dagli spalti. E, perché no, colpa della cravatta di Mazzarri e del Pampa a Sky.

Di seguito una sintesi delle risposte che ha fornito il match con ‘O Cesena. Dzemaili è il sostituto naturale di Hamsik, casomai qualcuno avesse nutrito ancora qualche dubbio. E infatti nella sua posizione naturale ha potuto sfoggiare la prestazione più convincente da quando la sua casacca s’è colorata d’azzurro. Non è un caso se nella ripresa, abbassato sulla linea mediana per dar spazio al subentrante slovacco, sia tornato il giocatore né carne né pesce che ci eravamo abituati a disprezzare. Inler è in totale crisi mistica ma ne uscirà perché ha talento. A patto che non manchino gli aiuti del tecnico, che deve motivarlo a dovere, e del popolo, che deve sforzarsi di ricacciare in gola fischi e brontolii controproducenti.

La squadra continua a patire un deficit di qualità e di personalità. Caratteristiche indispensabili per sopperire ai momentanei cali di tensione e di morale. Il numero impressionante di errori commessi in appoggio, le frequenti disattenzioni, in sintesi la perdita della misura fisica e mentale, mandano il Napoli, questo Napoli, in loop. Più si sbaglia e più si continua a sbagliare. La partita di ieri ha dimostrato che nervi e corsa (ovvero ciò che ha caratterizzato la prova del Napoli nel secondo tempo) da soli non sempre bastano se non coadiuvati da qualità e personalità. Qualità e personalità in difesa. Qualità e personalità a centrocampo. Tutto ciò che Pandev, tanto per fare un esempio, garantisce all’attacco. La strada da seguire non può prescindere dal tentativo deciso di colmare queste lacune.

A presto!
Giodecer

Nessun commento:

Posta un commento