Se col Chelsea sarà soddisfatto lo sfizio di affrontare gli ottavi di finale di Champions League, senza poter chiedere - in tutta onestà - niente di più agli azzurri nel prosieguo del torneo, con il Siena il discorso è totalmente diverso. La finale di Coppa Italia, per come stanno andando le cose in Campionato, è diventata di fatto il vero obiettivo da centrare per connotare di internazionalità anche la prossima stagione. Perchè con ogni probabilità basterà la finale a ridare l'Europa, seppur quella dei "poveri" della Europe League, considerato che l'altra finalista sarà la Juventus o il Milan, e cioè le due squadre più quotate nella corsa ai piazzamenti utili alla CL.In terra senese siamo dunque al crocevia della stagione. Stasera non saranno ammessi tremori né cadute in chissà quali trappole tattiche. Direbbe Reja "amma vencere", quantomeno nei 180 minuti. Punto e basta. Mazzarri non ha alibi, il monte ingaggi dei toscani serve a malapena a pagare la lavanderia di Castelvolturno.
Nonostante la tensione per questo appuntamento decisivo, non può non balzare agli occhi il caso Donadel. L'ex viola nemmeno stavolta è stato convocato ed è di fatto ai margini della rosa. Dato che non sono giunte notizie relative a una sua indisponibilità fisica, viene spontaneo chiedersi il perchè di questa scelta. Nel quarto d'ora che gli venne concesso col Bologna dimostrò di essere in palla e straordinariamente adatto agli schemi di Mazzarri. A posteriori si ha l'impressione che in quell'occasione fu messo in vetrina per ingolosire eventuali acquirenti, dato che il mercato di gennaio era ancora aperto. E proprio nella fase della sessione di calciomercato invernale abbiamo letto di come il procuratore del mediano si sia accalorato nel tentativo di collocare il suo assistito ovunque, purché lontano da Napoli. Ma si sa, un certo tipo di ingaggi rappresenta un freno insuperabile per le aspirazioni delle società di piccolo e medio lignaggio e alla fine Donadel non ha potuto fare le valige.
Il silenzio della Società partenopea in proposito non fa che alimentare le supposizioni più astruse. Per quale motivo quello che in realtà sarebbe di diritto il terzo centrocampista centrale dell'organico azzurro (i fatti hanno ampiamente dimostrato che Dzemaili e Hamsik hanno altre caratteristiche, tra l'altro simili tra loro) una volta tornato abile e arruolabile ha la stessa considerazione dello scopino del cesso? Di quali colpe si è macchiato? Ha forse importunato le mogli dei colleghi? Ha forse rubato il phon a Mazzarri? Ha forse riso in faccia (per questo a dire il vero andrebbe premiato) a Bigoff?
E ancora: se il bimbo cattivo l'ha fatta grossa al punto da meritare l'espulsione dal Progetto, non sarebbe stato assolutamente prioritario acquistare un sostituto (se non due, visto che - come detto - gli unici centrocampisti centrali di ruolo sono Inler e Gargano)?
Io una mezza idea l'avrei. Il Patron ha chiuso la borsa, perché ha realizzato che i nostri uomini mercato sono parificabili a una vettura modello base. Il talento per loro è un accessorio inesistente. Possiamo dargli torto? Basta con gli acquisti a peso d'oro di mezze cartucce. Tiriamo avanti la carretta fino a giugno, poi la rivoluzione tecnica potrebbe essere trasversale. E attraversare la panchina, la dirigenza e la squadra.
Ringraziamenti e saluti a Mazzarri, al clan bigoffiano e a un paio di tenori che più invecchiano e più sono sciatti (vero Lavezzi e Hamsik?).
C'è disperato bisogno di nuova linfa.
E se il Presidente dovesse pescare anche nei barili di petrolio daremmo una sgommata non indifferente.
A presto!
Giodecer
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